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Libero arbitrio

La libertà del volere umano è il presupposto della responsabilità morale e, sia pure in termini vaghi, il rapporto libertà-responsabilità era stato evidenziato sin dai tempi di  Platone e di Aristotele, diventando una costante nello sviluppo del pensiero occidentale.

Con particolare drammaticità è affrontato nella teologia cristiana che deve conciliare il libero arbitrio con l'onnipotenza e la provvidenza divine. Peccato originale, grazia, predestinazione sono i termini di laceranti conflitti che da Agostino in poi hanno scatenato spaccature e condanne, diventando poi uno degli elementi di demarcazione tra cattolici e protestanti.

Ma anche nel filone razionalista alimentato dal meccanicismo della nuova scienza il libero arbitrio non ha mancato di suscitare posizioni vivacemente discordi. Così a uno Spinoza che sottopone ai rapporti di necessità lo stesso Dio, si contrappone un Kant che sottrae il volere dell'uomo al determinismo del mondo fenomenico.

Il problema non si sopisce neanche nella cultura contemporanea, che specialmente nell'ambito della filosofia analitica si domanda se ciò che può sembrare autodeterminazione non sia la risultante deterministica di fattori biologici ed ambientali, il che è come chiedersi, come fa Hofstadter, se ciò che chiamiamo libero arbitrio non sia l'ignoranza dei processi che avvengono al livello neuronico.

Sull'altro fronte le concezioni che partono dall'anima come presupposto dell'intelligenza restano nell'alveo della impostazione tradizionale della problematica del libero arbitrio.


Il simbolo del sé e il libero arbitrio